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Opportunismo
tra virtù e scienza |
Professor Riccardo Polosa
Presidente LIAF (Lega Italiana Anti Fumo) - www.liaf-onlus.org
Catania, 18.12.2004
Gentile Direttore,
Ho appreso, con stupore, misto a rassegnazione, del contenuto del suo Editoriale intitolato “Diritti e Rovesci” sul numero di
Ottobre 2004 della rivista Tabagismo &
pfc. Stupore, per la disinformazione che permea tutto l’articolo, rassegnazione per l’ennesima dimostrazione, che in Italia, anziché documentarsi e poi formulare eventualmente corrette accuse, si preferisce assalire verbalmente e creare clamore su fatti a volte inesistenti. Ritengo pertanto che la vis polemica usata nell’articolo avrebbe raggiunto maggiori risultati se indirizzata verso soggetti più idonei.
La verità è, che in Italia le iniziative che apportano sviluppo, soprattutto scientifico, hanno vita difficile non solo per la mancanza di mezzi ma soprattutto per la mancanza di idee; il sottoscritto non solo ha cercato di promuovere con il Centro Antifumo Universitario una strategia per combattere al meglio il fenomeno del tabagismo, ma soprattutto ha creato una equipe di professionisti che quotidianamente mettono a disposizione le proprie conoscenze mediche per la lotta al fumo di sigaretta.
Il paradosso di una multinazionale del tabacco che finanzia la ricerca contro l’uso stesso della sostanza che promuove e vende, è solo la dimostrazione che si possono ottenere, “lecitamente”, anche dai soggetti meno ipotizzabili, finanziamenti che altre organizzazioni non sono disposte a fornire. Magari se avessi svelato che a finanziare il progetto fosse stata una compagnia di liquori o una fabbricante di pipe o il cartello di Calì, ci sarebbe stato meno clamore.
Il problema è che, come al solito, è più facile soffermarsi alle apparenze piuttosto che arrivare al cuore del problema ed evidenziarne pregi e difetti. Direttore, la invito pertanto a venire a trovarci a Catania, magari con il pretesto di una conferenza antifumo (ne stiamo organizzando una in collaborazione con la SIMG), per vedere con quale senso del dovere operiamo al Centro Antifumo Universitario. Badi bene, non è mia intenzione mitizzare il nostro impegno di medici, ricercatori, ed educatori, cerco semplicemente di difendere un operato onesto associato ad un impegno costante finalizzato al benessere di una società che ancora oggi ha difficoltà a riconosce la dipendenza dal fumo di sigaretta come una malattia vera e propria.
Nell’interesse delle nostre finalità, Le suggerisco piuttosto di impiegare le sue energie per formulare accuse contro coloro i quali a parole dimostrano impegno ma che in realtà non considerano minimamente il problema (i nostri politici ne sono un chiaro esempio). Direttore, crede veramente che il denaro elargito dalla Philips Morris a seguito di una selezione effettuata da una Commissione Scientifica che si avvale di referee internazionali sia stato “intascato” dal sottoscritto per finanziare i suoi diletti o per chissà quali bieche manovre politiche? Pensa di conoscere così bene il sottoscritto da mettere in dubbio l’esistenza di canali di comunicazione con altri esperti del settore?
Mi permetta di replicare ad entrambe le accuse e soprattutto mi consenta di farmi conoscere meglio.
Il finanziamento del progetto è stato interamente destinato al Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Catania, cosa facilmente verificabile dai libri contabili, e per via di questo finanziamento il sottoscritto 1) ha avviato l’attività di del nuovo Centro Antifumo Universitario di Catania (con oltre 300 prime visite all’anno è uno dei centri antifumo più attivi d’Italia), 2) ha cofinanziato insieme con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Catania due campagne antifumo cittadine, 3) sta promuovendo attivamente la legislazione antifumo a Palermo, 4) ha organizzato nella provincia di Catania e di Ragusa un network collaborativo di medici di medicina generale per la attivazione di programmi per la cessazione del fumo di sigaretta; 5) ha stipulato accordi di cooperazione per la conduzione di progetti antifumo con la Fagerstrom Consulting, il California Department of Health Services (Tobacco Control Section), l’Azienda Ospedaliera 3, l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Catania, i Leo Club del Distretto 108yb, e i Club Kiwanis della provincia di Catania, 6) persegue attivamente e senza compenso le finalità istituzionali della Lega Italiana Anti Fumo – LIAF Onlus mediante conferenze che promuovono la ricerca scientifica e l’educazione del pubblico.
Gentile Direttore, sappiamo benissimo tutti e due che le multinazionali del tabacco non sono enti filantropici e se finanziano nel mondo la ricerca scientifica su tematiche legate ai danni relativi al fumo di sigaretta devono avere i loro buoni (quanto oscuri) motivi, che io
sconosco. Personalmente, per quanto mi riguarda, ho la coscienza a posto. Con i soldi delle multinazionali del tabacco sento di aver realizzato molto di più per la società che non quanto abbiano voluto fare i nostri governi.
Direttore, io sono ben conosciuto a livello nazionale ed internazionale principalmente per le mie ricerche su asma bronchiale, rinite e BPCO e sui meccanismi biomolecolari della flogosi allergica (può verificare digitando il mio nome sul motore di ricerca PubMed). Il mio coinvolgimento nel mondo della ricerca legata al fumo di sigaretta è storia recente (ca. 3 anni) e può intuire che ancora troppo presto per avere una ricaduta significativa in termini di pubblicazioni scientifiche. Nello specifico, il nostro progetto scientifico finanziato dalla Philip Morris vedrà la sua conclusione solo per la fine del 2005. Dovrà avere la pazienza di aspettare il 2006 per vedere i risultati di questa ricerca (sono a sua completa disposizione se vorrà visionare il progetto per intero). Nel corso di questo anno ho stabilito in prima persona contatti con altri centri e con gli opinion leaders della materia in Italia e soprattutto all’Estero (principalmente Stati Uniti, Svezia, e Inghilterra) dove la scienza della
disassuefazione dal vizio del fumo è in atto già da diversi decenni. Questi contatti sono del tutto verificabili; chieda loro se conoscono il Prof. Polosa e cosa ne pensano:
Dr. Stefano Nardini (Primario U.O. di Pneumologia – Ospedale Civile; Vittorio Veneto)
Dr. Piergiorgio Zuccaro (Istituto Superiore di Sanità – Direttore, Osservatorio Fumo, Alcol e Droga)
Dr. Karl Fagerstrom (Direttore – Smokers Information Center, Helsingborg – SWEDEN)
Prof. David Burns (Professore di Igiene – UCSD School of Medicine, San Diego – USA)
Dr. Nicholas Maniatis (Senior Scientist in Genetica Umana – University of Southampton, GB)
Prof. Ian Campbell (Direttore – Dept. of Respitarory Medicine – Llantough Hospital, WALES)
Prof. Yves Martinet (Presidente – Assembly Tobacco Control of the European Respiratory Society)
Prof. Christina Gratziou (Direttore – Asthma & Allergy Center, Athens Medical School - GREECE)
Direttore, non è per giustificarmi che le scrivo questa lettera, ma è per darle la opportunità di conoscere meglio il mio operato e quello dei miei collaboratori con la speranza di poter contare anche sul suo appoggio per lo sviluppo di attività congiunte contro il fumo di sigaretta. La prego inoltre di voler dedicare alcune righe della sua stimata rivista per una chiarificazione sul mio ruolo nella lotta contro il fumo di sigaretta, poiché la valutazione che traspare dal suo Editoriale è lesiva non solo per la mia persona ma anche per la LIAF stessa.
Colgo l’occasione per augurarle felice Natale e sereno 2005!
Prof. Riccardo Polosa
Presidente LIAF
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LA RISPOSTA DEL PROF. MANGIARACINA:
Gentile Collega,
La ringrazio per gli auguri, che ricambio, e comunque per averci scritto.
Se non ha ricevuto e letto direttamente le nostre News, ma ne è stato informato, probabilmente non sapeva dell'esistenza di una informazione periodica sul Tabagismo che da 63 mesi consecutivi raggiunge migliaia di persone tra medici, psicologi ed educatori in Italia. Facciamo anche informazione scientifica con la rivista "Tabaccologia", il cui Comitato scientifico, diretto dal Prof. Umberto Veronesi, annovera alcuni tra i nomi che lei cita. Se li avesse collocati direttamente nel suo sito come referenti avrebbe avvantaggiato i visitatori, comunque ora lo sappiamo e la ringrazio per l'informazione. Quanto a dare del "disinformato" a me ci vuole coraggio o incoscienza. E' vero, non conosco Lei, ma so della sua organizzazione per come l'ha presentata all'opinione pubblica. Capisco il suo risentimento. Ritratto il termine "intascare", che seppure in tono con la passionalità del mio stile, si presta ad ambiguità non volute, e per questo le chiedo scusa. Lei dice di avere la coscienza a posto e noi ci crediamo. Rimane la sostanza. La posizione etica internazionale in merito al finanziamento della ricerca e delle azioni "antifumo" da parte dei colossi del Tabacco, è nota, anche se non universalmente condivisa. Lei l'ha ignorata, o si è schierato dalla parte opposta, o non l'ha neppure presa in considerazione. Mi perdoni, sarà forse una svista, ma seguo da trent'anni lo scenario nazionale e internazionale in materia di strategie di controllo del Tabagismo, e il suo nome non l'ho mai visto tra gli specialisti del Tobacco Control. Ad ogni modo, le sue parole sono chiarissime a riguardo:"Gentile Direttore, sappiamo benissimo tutti e due che le multinazionali del tabacco non sono enti filantropici e se finanziano nel mondo la ricerca scientifica su tematiche legate ai danni relativi al fumo di sigaretta devono avere i loro buoni (quanto oscuri) motivi, che io sconosco".
Qui è la sintesi di tutto. Io conosco sia i motivi "buoni" che quelli "oscuri" che spingono i colossi del Tabacco a finanziare la ricerca scientifica e ne so quanto basta per farci convegni e denunciare. Perciò non condivido le sue scelte e non potrà contare sul mio appoggio. Vede, oltre agli aspetti etici e al politically correct, vi è quella Scienza di cui lei, da internista, ed io, da specialista in Salute pubblica, ci facciamo portavoci, e che non consente neppure di chiamare "vizio" una patologia da dipendenza nosologicamente codificata. Siamo però attenti ai risultati e volentieri vorremmo conoscerli a fine anno. Quelli del mio lavoro si trovano nei miei volumi più recenti, "Curare il Fumo" (2003) e "La Prevenzione del Tabagismo" (2004), pubblicato dalla istituzione dello Stato che in Italia si è occupata della "lotta al Fumo", ininterrottamente, dagli anni 70 ad oggi, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Lo fa ancora oggi, su recente delega del Ministero della Salute, e con il mio supporto.
Molto cordialmente,
Giacomo Mangiaracina
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Prof. Giacomo Mangiaracina
Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva
Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica
2° Facoltà di Medicina Università "La Sapienza".
Area Tabagismo e Formazione Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
EU Tobacco Prevention Expert Consultant
Presidente SITAB, Società Italiana di Tabaccologia
www.tabaccologia.org
www.legatumori.it
www.tabagismo.it