GEA-News - Lettere alla redazione - febbraio-marzo 2004

Gent.mi non fumatori, sono d'accordo sul fatto che il fumo possa provocare seri danni alla salute, ma non vi sembra di demonizzarlo un po' troppo? Sembra che gli odierni "untori" di manzoniana memoria siano solo e sempre i fumatori e che le sostanze più tossiche della chimica siano concentrate nelle foglioline di una sola pianta: il tabacco. Innanzitutto la vostra analisi, che accetto per fede, è solo qualitativa e non quantitativa. Tutte o quasi le sostanze da voi elencata si trovano ovunque ma la loro tossicità può essere estremamente variabile in funzione della quantità. Ad esempio, tanto per dirne una, sapevate che la quantità di benzopirene (imputato di essere la causa prima del carcinoma polmonare) esalata in un minuto da un camion è equivalente a quella contenuta in ca. 300.000 sigarette? A questo punto anch'io preferirei l'aria pura ma questa, dov'è più? Amianto, idrocarburi, acido solforico, monossido di carbonio, polveri contenenti metalli pesanti, radioattività e... l'elenco sarebbe interminabile hanno irrimediabilmente compromesso la salubrità della nostra atmosfera. Se fossi un fumatore, forse penserei di purificarmi i polmoni con una... sigaretta. Gradirei una vostra risposta. Cordialmente, Dott. GS (lettera firmata).


Risponde il Dott. Stefano Fedele, odontostomatologo, Università di Napoli:

Appunto. Provi a mettere in un ristorante o in un qualsiasi posto chiuso un camion con il motore acceso, anche solo per mezzo minuto. Al di là della battuta, mi spiace vedere ancora tanta confusione. Chi vuole obbligare i fumatori a non fumare? Chi ha mai affermato che non esistano altre forme di inquinamento alla pari o forse più pericolose del tabacco? Il citato trasporto su gomma, le industrie chimiche, ecc. sono solo alcuni esempi. Il punto è che:
1) chi "genera" o "produce" delle sostanze inquinanti o tossiche, seppure ammesse dalla legge, dovrebbe farlo lontano da chi può subirne un danno. Queste sono regole del vivere civile avallate da leggi altrettanto civili. Ergo, se c'è una interminabile colonna di auto e camion bloccate su una autostrada, è regola civile, e non c'è alcuna legge che lo ordini, spegnere i motori, per non restare tutti intossicati dai propri e altrui gas di scarico. Idem, per chi fuma in posti pubblici, sarebbe regola civile evitare di intossicare, inpuzzolentire, infastidire e creare danno a chi gli è accanto. Dovrebbe essere un comportamento civile e spontaneo, ma visto che così non è, entrano in gioco le leggi che OBBLIGANO i cittadini ad assumere dei comportamenti civili e rispettosi del prossimo.
2) la lotta ad altre forme di inquinamento in grado causare danni all'ambiente o all'uomo è di pari importanza a quella contro il tabacco. Tuttavia, quest'utlima gode di alcune caratteristiche che la rendono un "TARGET" provilegiato da parte delle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo e delle stessa OMS: in primis è un una vera e propia forma di dipendenza, quindi una patologia, che a sua volta è casua di malattie. Poi, ci sarebbero da aggiungere un mare di altre considerazioni quale gli interessi economici talmente alti da creare un vero e proprio sistema di "malainformazione" e di "esempi socio-culturali" per "convincere" ed "indurre", in maniera più o meno subdola, la popolazione mondiale al consumo del tabacco; i rapporti pseudo-scientifici creati ad hoc comprando e corrompendo figure professionali nel campo della medicina e del giornalismo; l'enorme quantità di morti e malattie che POSSONO essere prevenute, cioè di persone che potrebbero beneficiare ENORMEMENTE delle sola sospensione del fumo di sigaretta. Appare chiaro che intervenire su fenomeni e strutture industriali, seppure altrettanto importante, risulta enormemente più difficile. Tornando all'esempio dei camion, per ottenere la stessa evidenza scientifica e l'attuazione di campagne di dissuasione simili a quelle sul tabagismo ci sarebbe bisogno di: dimostrare scientificamente (studi epidemiologici e sperimentali) l'associazione tra gas di scarico delle auto e l'insorgenza di malattie/morte. Valutazione complicata in quanto la respirazione di queste gas non avviene per inalazione diretta (come per la sigaretta) ma in ambienti aperti; quindi è influenzabile da fattori non controllabili quali l'umidità, pioggia, vento, temperatura ecc ecc. Inoltre, a questo andrebbe aggiunto o sviluppo di una reale politica ingegneristica nel campo dei motori (vedi il motore ad idrogeno che sembra sia stato boicottato a livello mondiale!!) e mondiale nel campo dei trasporti alternativi all'attuale trasporto su gomma. 
E così potrei continuare ancora per molto. E' chiaro che le scelte sanitarie e gli studi scientifici si basano sempre su due criteri: il primo è la reale gravita/urgenza/necessità. Il secondo è la fattibilita', cioè la reale possibilità di attuazione ed efficacia. La lotta la tabacco presenta entrambi i criteri: è chiaramente di notevole importanza perchè in grado di salvare molte vite, ed è fattibile, poichè le sole campagne informative possono già da sole fare moltissimo. Questo non avviene invece per la lotta alle altre fonti e forme di inquinamento. Giusto per fare un altro esempio: la completa eliminazione di rifiuti infetti provenienti dagli ospedali, e quindi potenzialmente in grado di trasmettere gravi infezioni, è un grosso problema sanitario. Lo è ancor di più nei paesi in via di sviluppo, che non posso permettersi la tecnologia adeguata (inceneritori, idroclavi, ecc). Teoricamente la cosa ideale sarebbe dotare quie paesi dei soldi e delle tecnologi necessarie per eliminare tali rifiuti e tale rischio infettivo. Praticamente non lo è, perchè non sarebbe una iniziativa in grado di ottenere i risultati sperati, ovvero, seppure una azione rilevante dal punto di vista sanitario, questa non è FATTIBILE. Ed infatti è stata abbandonata e non percorsa su larga scala dalle principali organizzazioni sanitarie. Non è che questo problema è meno iportante di altri, E' che non esistevano delle modalità pratiche di intervento realmente attuabili, tali da garantire una reale efficacia. Allora, il risultato è stato che la ricerca medica ha proposto di un sistema alternativo di sterilizzazione: il Box solar cooker. Ovvero una scatola di idoneo materiale, con annesso specchio, da esporre al sole per alcune ore e in grado di raggiungere 100-150 gradi, sterilizzando così il contenuto. Costo: 37 Dollari contro i 69.000 di una idroclave e i 45.000 di un inceneritore, ovviamente senza alcuna spesa aggiunta e senza la necessità di energia elettrica. (Fonte: THE LANCET 2003;362: pagg. 1285-1286 e 125-1252). Come vede, gentile collega, la ricerca medica e con essa le campagne di informazione/dissuasione non vengono stabilite "a caso". Ma seguono i suddetti principi di IMPORTANZA e FATTIBILITA'. 
Per il fumo, lo studio della tabaccologia e le attuali campagne nazionali e mondiali, è stato certamente fatto così !!!!!

Dr. Stefano Fedele DDS, PhD
Section of Oral Medicine - Dept. of Odontostomatological and Maxillofacial Sciences
University "Federico II" of Naples
email: stfedele@unina.it - via Pansini 5, 80129 Napoli


Risponde la Dott.ssa Margherita Neri, pneumologo, Fondazione Maugeri, Varese:

Bisognerebbe capire da quale fonte deriva questo dato dell'equivalenza con le 300.000 sigarette; in ogni modo se il  collega (?) è così desideroso di aggiungere danno evitabile a danno inevitabile potrebbe recarsi ad un semaforo munito di tubo da collegare direttamente agli scappamenti degli autocarri ed inalare per il tempo di durata del rosso...... Queste persone che recitano la litania del "tanto il mondo è già tutto inquinato" potrebbero riflettere un attimo sul fatto che se ti cade (o ti buttano) un mattone in testa che ti frattura il cranio questo di solito non viene giudicato un buon motivo per mettersi a battere la testa contro il muro.....
Margherita Neri


Risponde Massimo D'Angeli, psicologo, presidente "Aria Pulita, associazione non-fumatori":

"Nell'intero anno 1999 l'ammontare complessivo dei proventi dello Stato grazie alle multe [sul divieto di fumare, rif. legge 548/1975] è stato di.... 70.000 lire" (1). 

Signor [...............], se 35,00 Euro a 15 milioni di fumatori è "demonizzazione" allora bisogna riscrivere i dizionari. Vede, nel contesto pubblico ci sono mille soggetti, alcuni tuttologi, alcuni specializzati come noi. La LIPU (Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli) si occupa S-O-L-O degli uccelli: se qualcuno sta uccidendo venti cani o dieci persone la LIPU non interviene, e se interviene fa tuttologia. Questo non implica che la LIPU sostenga che "solo gli uccelli stanno male", ma che ciascuno ha il suo ambito. Noi siamo come la LIPU e ci occupiamo solo del fumo passivo perciò citiamo solo i danni del fumo. Noi QUI parliamo del fumo passivo e basta, la sua obiezione ("Sembra che gli odierni "untori" di manzoniana memoria siano solo e sempre i fumatori ") tende a deviare dal problema, problema che è rilevante sia in quanto tale che visto nel contesto delle cause di malattie e morte: 8 morti al giorno per fumo passivo Le sembrano pochi (studio di Forastiere e altri, ASL RM-E)? E tutti i conflitti creati in casa o al lavoro? Inoltre a me sembra che lei confonda il tono di quanto noi affermiamo con il potere delle nostre affermazioni, potere che è stato scarsissimo fino a 3 anni fa. Lei parla dei fumatori prima di parlare delle proprietà biochimiche del fumo passivo; gli effetti immediati sono malesseri e bruciori, già inaccettabili se pensiamo che all'affumicatore bastano più o meno 300 cm per trovare una finestra o 5 minuti per evitare di affumicare il prossimo. E' vero che la quantità della singola molecole potrebbe essere clinicamente non significativa e che è verosimile che non tutte le sostanze del fumo passivo abbiano effetti clinici, ma prima di questo è vero che il fumo passivo è certamente sgradevole, molesto, irritante, e che alcune sue componenti hanno effetti significativi sia statisticamente che clinicamente. Visto che i fumatori non si sono mai organizzati per risultare meno disturbanti, visto che la necessità di assumere nicotina porta ad essere meno attenti agli altri, si è passati anche ad elencare le costituenti del tabacco. E' vero che il camion può inquinare, ma noi QUI ci interessiamo del fumo passivo. Questo non ci impedisce di dedicare la restante parte della nostra vita all'inquinamento da camion. Aggiungo i dati sull'inquinamento da particolato fine (particelle PM10 eccetera) dimostra che rispetto a quei parametri l'inquinamento delle sigarette è molto superiore a quello del traffico; Lei sembra portare il discorso a livello idealistico ("anch'io preferirei l'aria pura ma questa, dov'è più") resta il fatto che l'aria senza fumo passivo è molto (siamo a livello relativo) più pura di quella col fumo. Cordiali Saluti. Massimo D'Angeli.

(1) Invernizzi, Zagà, su "Tabaccologia" 1/2003